Avevo un pc, avrò un mac

Racconto di una conversione in tempo reale
Nov 16
Permalink

L’art pour l’art, la pomme pour l’art aussi

Alla biennale di Venezia, all’ingresso di ciascun padiglione si trova un inserviente. Ciascun detto inserviente possiede un mac, chi bianco chi monoscocca chi pro chi no. Ci ho guardato e l’ho notato. Tutti.

Poi ho anche visto che nel padiglione greco la videoinstallazione di turno era ospitata da una sequenza di monitor apple (saranno stati 20, e lì ho cominciato a fare i conti con gli occhi del mercante d’arte).

Poi una sorpresa: nel padiglione coreano (giuro) in mezzo alle veneziane colorate (le tendine dell’installazione conGettuale - non le tose) la signorina smanettava su un pc. Senza marchio. Ho capito che la vera installazione era lei, e che probabilmente la mostra non si intitolava making worlds, ma using Word.

Sep 27
Permalink

Apriamo il dibattito

La questione è epocale: perché dovrei avere un apple? Su conversational.it un bel post parla di “personalità aumentata” come possibile side effect (o come motivazione all’acquisto, o nel migliore dei casi di entrambi) del possesso dell’oggetto del desiderio.

Se posso segnalare una reazione avversa, io per ora ho una “produttività limitata”.

Sep 19
Permalink

L’era glaciale

Avete presente quando lo scoiattolino Scrat, piantando una ghianda nel ghiaccio, provoca lo smottamento delle falde che da il via ufficiale alla nuova era del pianeta terra? Secondo me ci sono segnali simili.

Sep 08
Permalink

Il quarto mese

Rara traluce la notturna lampa. In compenso, la notte è chiara e senza vento. 4 mesi di mac al giro di boa.

  1. ho installato tool (“20 apps you can’t miss”, “60 apps that if you don’t install them after three days you die” e via dicendo) per arrivare a fare le stesse cose che facevo con il pc (tipo: ritrovare una finestra che avevo aperto due minuti prima)
  2. lo schermo del macbook riporta l’impronta della tastiera. Giuro. L’ho pulito con lo spray per le lenti e il pannetto dell’ottico sotto casa
  3. comprare l’aggiornamento del sistema operativo è impossibile come trovare lo slaim vermi nei suoi primi giorni di uscita
  4. quando ricevo chiamate skype, lo scopro tre ore dopo (non c’è growl che tenga)
  5. mi sono cotto le coscette facendo il cool con l’aggeggio all’aperto (altro che cool. Anzi: che cool)
  6. ogni volta che stampo in rete in ufficio mi chiede una password, che NON riesce a ricordarsi per l’uso successivo
  7. il linguaggio forzatamente “different”. Non riesco a reggere “Registra”, ma chi  l’ha localizzato? Faletti?
  8. la navigazione tra le directory (si chiamano così, almeno quelle? Oppure, che ne so, falansteri?) è delirante: non un path, un up (salvo che tu non arrivi da - appunto - up), una gerarchia banale a briciole di pane, non dico chissà cosa
  9. le scorciatoie di tastiera: una volta con alt e ctrl facevo innamorare le ragazze, adesso ogni benedetto software (si chiama così? oppure, che so, codice d’onore?) interpreta i tasti a modo suo

Credo proprio che sia amore.

Sep 03
Permalink

Lo confesso

Questa estate l’ho passata su un pc. E mi è piaciuto.

Aug 02
Permalink

La MACchina Invernale

Da più parti è stato rilevato “quel problemino lì”: il macbook scalda, ma scalda in un modo che non si perdonerebbe ad alcun pc, scalda in maniera imbarazzante, come se la monoscocca unibody di design non fosse quella dell’oggetto dei desideri irrazionale di ogni frustrato da overdose di windows, ma la carrozzeria della nostra auto piazzata il 1 agosto sotto il sole del parcheggio senz’alberi di qualsiasi località balneare.

La risposta: “it’s not a bug, it’s a feature”, è normale così, come nell’esperimento di Milgram. Quindi ho capito, è normale, va tutto bene, noi altri perplessi ci iniettiamo un bel placebo a vicenda e del mal comune facciamo un mezzo vanto. Nell’attesa, posso usare l’aggeggio come pietra ollare per il mio immancabile party di san lorenzo (mai fatto). Intanto mi cuocio volentieri le coscette ancora bianche aspettando che torni la stagione fredda. L’affronterò senza timori, perché ora so di aver comprato La MACchina Invernale.

Jul 23
Permalink

Frustrato!

No, scusate: clic destro su una cartella, MAChecacchio potrò mai fare? Creare una nuova cartella lì sotto, no? E allora perché devo cliccare sulla fottuta iconcina Azioni e poi selezionare la voce? E poi (caXXo), non me la crea lì sotto, ma al primo livello. E non mi si dica che è per abituarmi al drag’n’drop, che ne ho già a basta del drum’n’bass.

Jul 05
Permalink

Pffffff

Questo pressapoco il suono del mio entusiasmo sgonfiato alla presentazione delle nuove opportunità offerte dalla magnanimità della casa di SJ. Io che circa due mesi fa avevo soffertamente cominciato un cammino iniziatico verso un futuro radioso fatto di design, status sociale, tripudio di ergonomia, combattendo contro il sistema operativo “dell’altra marca”, ospitato da macchinette da un quarto di prezzo, adesso mi trovo all’improvviso con una devalorizzazione (psicologica, innanzitutto) del mio guscio unicoso, senza tastiera retroilluminata, con minore espandibilità, con la batteria più asfittica, con altre robe che non ho poi voglia di esplorare perché è inutile accanirsi contro sé stessi. Chi sapeva? Chi ha taciuto? Percepisco un’aurea di ipocrita rassegnazione in giro, roba che di solito quando la fa “l’altra marca” si scatena un putiferio che nemmeno nel nostro Paese con i politici corrotti.

Jun 25
Permalink

Ciaaao. Sono Nicola. Ciaaaao Nicola.

Sono arrivato alla crisi dei due mesi (che mi sono inventato ora come pretesto per scrivere questo post). Probabilmente sono ad un punto in cui riesco a fare con il mac una buona parte delle cose che facevo prima con il pc, diciamo quelle fondamentali per la sopravvivenza in questa società cosmetica e gaglioffa. Adesso devo fare il salto evolutivo, quello che contraddistingue il dodo dalle bestie. Siccome mi sono accorto di una leggera forma depressiva che mi si insinuava negli orifizi dell’anima (dopo l’ultimo arrivato in casa: Smultron), e volendo perpetuare la specie degli adepti/addicted/parvenue del “design” (qui qualche interpretazione autorevole del termine) ho pensato, su sollecitazione di un anonimo neo leopardista che vuole rimanere anonimo di aprire un gruppo di autoaiuto per noi dopopuzzisti del mac, nel cui gruppo dirci che non siamo soli - e magari scambiarci esperienze (io ce l’ho fatta, faccela pure tu, assumi questa pastiglia, leggi questo blog). In modo che la sera, a casa, non rimpiangiamo la shell del dos.

Jun 23
Permalink

La risposta al quesito del secolo (XXI)

Adesso che - comprando un mac - sono entrato a pieno titolo nel magico mondo del design, mi sono chiesto: ma che cosa sarà mai poi questo design? L’ho chiesto alla rete, ne abbiamo parlato con amici e clienti (avviso: questo non è fake social adv quella roba lì, eh), l’ho chiesto a Bruno Munari in seduta spiritica e ad Elmanco, che è molto, ma molto più vivo di quanto non voglia far credere dal suo blog. E per ora ho ottenuto opinioni, tutte interessanti e tutte legittime, ma tutte parziali, cioè viste da spigoli diversi, ciascuna un filo della corda, per stare con Wittgenstein (se si scrive così). La mia opinione è che il design sia la sequenza di caratteri più abusata nel mondo della comunicazione attuale, dove la parolina spunta ovunque, perché evidentemente vende più un pelo di design che un carro di buoi. Ma poi ho capito: il design è Il Cosone. Adoriamolo.