Il quarto mese
Rara traluce la notturna lampa. In compenso, la notte è chiara e senza vento. 4 mesi di mac al giro di boa.
- ho installato tool (“20 apps you can’t miss”, “60 apps that if you don’t install them after three days you die” e via dicendo) per arrivare a fare le stesse cose che facevo con il pc (tipo: ritrovare una finestra che avevo aperto due minuti prima)
- lo schermo del macbook riporta l’impronta della tastiera. Giuro. L’ho pulito con lo spray per le lenti e il pannetto dell’ottico sotto casa
- comprare l’aggiornamento del sistema operativo è impossibile come trovare lo slaim vermi nei suoi primi giorni di uscita
- quando ricevo chiamate skype, lo scopro tre ore dopo (non c’è growl che tenga)
- mi sono cotto le coscette facendo il cool con l’aggeggio all’aperto (altro che cool. Anzi: che cool)
- ogni volta che stampo in rete in ufficio mi chiede una password, che NON riesce a ricordarsi per l’uso successivo
- il linguaggio forzatamente “different”. Non riesco a reggere “Registra”, ma chi l’ha localizzato? Faletti?
- la navigazione tra le directory (si chiamano così, almeno quelle? Oppure, che ne so, falansteri?) è delirante: non un path, un up (salvo che tu non arrivi da - appunto - up), una gerarchia banale a briciole di pane, non dico chissà cosa
- le scorciatoie di tastiera: una volta con alt e ctrl facevo innamorare le ragazze, adesso ogni benedetto software (si chiama così? oppure, che so, codice d’onore?) interpreta i tasti a modo suo
Credo proprio che sia amore.