Avevo un pc, avrò un mac

Racconto di una conversione in tempo reale
Sep 08
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Il quarto mese

Rara traluce la notturna lampa. In compenso, la notte è chiara e senza vento. 4 mesi di mac al giro di boa.

  1. ho installato tool (“20 apps you can’t miss”, “60 apps that if you don’t install them after three days you die” e via dicendo) per arrivare a fare le stesse cose che facevo con il pc (tipo: ritrovare una finestra che avevo aperto due minuti prima)
  2. lo schermo del macbook riporta l’impronta della tastiera. Giuro. L’ho pulito con lo spray per le lenti e il pannetto dell’ottico sotto casa
  3. comprare l’aggiornamento del sistema operativo è impossibile come trovare lo slaim vermi nei suoi primi giorni di uscita
  4. quando ricevo chiamate skype, lo scopro tre ore dopo (non c’è growl che tenga)
  5. mi sono cotto le coscette facendo il cool con l’aggeggio all’aperto (altro che cool. Anzi: che cool)
  6. ogni volta che stampo in rete in ufficio mi chiede una password, che NON riesce a ricordarsi per l’uso successivo
  7. il linguaggio forzatamente “different”. Non riesco a reggere “Registra”, ma chi  l’ha localizzato? Faletti?
  8. la navigazione tra le directory (si chiamano così, almeno quelle? Oppure, che ne so, falansteri?) è delirante: non un path, un up (salvo che tu non arrivi da - appunto - up), una gerarchia banale a briciole di pane, non dico chissà cosa
  9. le scorciatoie di tastiera: una volta con alt e ctrl facevo innamorare le ragazze, adesso ogni benedetto software (si chiama così? oppure, che so, codice d’onore?) interpreta i tasti a modo suo

Credo proprio che sia amore.